Fortana: informazioni generali

informazioni generali gestite da Dipartimento di Scienze della Vita - Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Agro-ambientali (DiSAAA-a) - Università di Pisa
come citare questa fonte D’Onofrio C., Scalabrelli G., Bignami C., Imazio S., 2015. Fortana. In: Italian Vitis Database, www.vitisdb.it, ISSN 2282-006X
ringraziamenti Fondazione Ager
informazioni botaniche
nome
Fortana
tipo di origine
spontanea
specie
Vitis vinifera
gruppo di varietà
non disponibile
genere
Vitis
sottospecie
sativa
vitigno da
vino
codice
IVD-var_329
registrazione
iscritto al Registro Nazionale delle Varietà di Viti
si
codice
84
nome ufficiale
FORTANA N.
sinonimi
sinonimi ufficiali (1)
sinonimi riportati nel Registro Nazionale delle Varietà di Vite
  • Uva d'oro
sinonimi accertati (4)
sinonimi accertati dall'Istituzione che compare con eventuale supporto bibliografico
cloni omologati (2)
immagini
  • germoglio
    germoglio
  • germoglio pagina superiore
    germoglio pagina superiore
  • germoglio pagina inferiore
    germoglio pagina inferiore
  • foglia
    foglia
  • foglia pagina superiore
    foglia pagina superiore
  • foglia pagina inferiore
    foglia pagina inferiore
  • seno peziolare
    seno peziolare
  • fiore
    fiore
  • grappolo
    grappolo
  • acino
    acino
  • vinacciolo
    vinacciolo
Riferimenti storici

La varietà Fortana è coltivata in Italia almeno dal XVI secolo. La si trova citata con il sinonimo Uva d’oro, ancora diffuso, o, nei secoli scorsi, come Daoro o Dallora nera.

Secondo la tradizione, il vitigno sarebbe arrivato nel 1528 portato dalla Francia dalla figlia di Luigi XII, divenuta sposa di Ercole II Duca d’Este. Ed è nel ‘500 che si trova la prima citazione del l’Uva d’oro da parte di Agostino  Gallo (1591), che ne descrive le caratteristiche produttive e qualitative. Vincenzo Tanara (1674), la ritiene “la regina delle uve negre per fare buon vino, sano, durevole e generoso”, e   ne conferma l’origine francese, scrivendo che proviene dalle “più nobili plaghe viticole della Francia”. Caula a metà del ‘700 descrive la Dalloro nera: “I contrassegni sono l’esser nera e di grani lunghi, e scorza soda” (in Maini, 1851). Egli rileva anche l’esistenza di una variabilità dei caratteri del grappolo e della foglia: “altra è rara di grani, altra li ha spessi; altra di picciuol rosso, e altra  no” e considera migliore “quella dai grani rari, e dal picciuol rosso”. 

Anche Acerbi (1825) rileva una variabilità intravarietale e descrive le varietà Fortana e Fortana grassa, che si differenziavano per vigoria e per dimensioni del grappolo, ma che erano entrambe caratterizzate da foglie a picciolo rosso e da fioritura tardiva, carattere che ne favoriva una diffusa coltivazione, per la capacità di sfuggire “ai danni delle brine e delle nebbie tardive”. Acerbi descrive anche, separatamente, l’Uva d’oro del territorio dell’Oltrepò pavese e del Veronese (in questo caso i caratteri descrittivi corrispondono a quelli della Fortana). Elenca l’Uva d’oro anche tra i vitigni del ‘contorno di Como’, tra le viti del Polesine, de contorni di Bologna, di Cesena e di Trento, testimoniandone una diffusa coltivazione. Nel Veronese descrive anche il vitigno d’oro, che ritiene diverso dall’Uva d’oro.

La presenza della Fortana nelle aree di Modena e Reggio Emilia è testimoniata da Filippo Re (1805), che elenca la Daoro tra le uve nere del Reggiano, da Bertozzi (1840) e da Aggazzotti (1875), che dà una descrizione ampelografica piuttosto dettagliata dell’Uva d’oro (Dallora nera), e la considera uva di merito,  ampiamente diffusa nella pianura modenese, soprattutto per la capacità di adattarsi anche a condizioni ambientali poco propizie.   

A Reggio Emilia Casali (1915) elenca tra i nomi dialettali reggiani di piante la Fortana, l’Òva fortana, con i  sinonimi furtàna, Òva d’òr e lambruscoun. L’Uva d’oro viene citata in seguito da Franceschini e Premuda (1922), Greco (1968).

Le analisi genetiche e i confronti ampelografici hanno evidenziato la sinonimia con l’Orzese, vitigno raffigurato dal Bimbi nelle tele dipinte per Cosimo III de Medici.

diffusione & variabilità

La superficie coltivata a Fortana è fortemente diminuita negli ultimi decenni. Sono coltivati attualmente circa 400 ha.

È diffusa soprattutto nelle province di Ferrara e Ravenna, nella zona del Bosco Eliceo, dove viene coltivata franca di piede, grazie al terreno che non consente la diffusione della fillossera.

Viene coltivato anche nel resto dell’Emilia Romagna, ed in particolare nel reggiano, nel modenese e nel Parmense

utilizzazione tecnologica

Le uve della varietà Fortana vengono vinificate e costituiscono la base del vino  DOC Bosco Eliceo Fortana, oltre a diversi IGT di Emilia e Lombardia

bibliografia (11)
autori anno titolo rivista citazione
Acerbi G. 1825 Delle viti italiane o sia, Materiali per servire alle classificazione, monografia e sinonimia, preceduti dal tentativo di una classificazione geoponica delle viti Giovanni Silvestri. Milano
Aggazzotti F. 1867 Catalogo descrittivo delle principali varietà di uve coltivate presso il csa. Avv. Francesco Aggazzotti del Colombaro. Tipografia di Carlo Vincenzi, Modena. pp.52
Bertozzi V. 1840 Viti della provincia di Reggio manoscritto, Reggio Emilia
Casali C. 1915 I nomi delle piante nel dialetto reggiano. Atti del Consorzio di Reggio Emilia n.1. Tipografia Bondavalli. Reggio nell’Emilia. 126 pp.
Cosmo I., polsinelli M., 1960 Fortana Principali vitigni da vino coltivati in Italia. Volume I. Ministero dell'Agricoltura e delle Foreste
Franceschini A., Premuda V. 1922 L’organizzazione della produzione. Il contadino. Giugno.
Gallo A. 1591 Le vinti giornate dell'agricoltura et de' piaceri della villa. Borgomineri C. Venezia
Greco A. 1968 La vitivinicoltura nella geoecologia del Reggiano. Università degli Studi di Bari, Tipo Sud, Bari.
Maini L. 1851 Catalogo alfabetico di quasi tutte le uve o viti conosciute e coltivate nelle provincie di Modena e Reggio secondo i loro nomi volgari. Tipografia Moneti e Pelloni, Modena
Re F. 1800 Viaggio agronomico per la montagna reggiana e Dei mezzi di migliorare l'agricoltura delle montagne reggiane Manoscritto, edito a cura di Carlo Casali. - Reggio Emilia : Officine grafiche reggiane, 1927. - 92 pp
Tanara 1644 L’economia del cittadino in villa Edizione del 1674 stampata “appresso Steffano Curti ”, Venezia. pg 608
aggiornamento 30/07/2015 15:38:22 (2 anni fa)